Crisalide | NeuroPsicomotricità Paderno Dugano, Seveso.

Neuropsicomotricità

Che cosa offre il progetto:


– valutazione neuropsicomotoria


La valutazione neuropsicomotoria è una parte dell’iter diagnostico, svolto da un’equipe multidisciplinare.

Essa comprende un primo colloquio con i genitori del bambino, fondamentale per la comprensione dei fattori che hanno determinato lo strutturarsi del disturbo. L’instaurarsi di un rapporto di fiducia reciproca con il genitore diverrà parte fondamentale della terapia neuropsicomotoria.

La valutazione vera e propria è organizzata normalmente in due momenti:

  • l’osservazione neuropsicomotoria, che viene impostata come osservazione di gioco libero e mira al riconoscimento delle capacità del bambino con particolare attenzione al suo stato emozionale, alle sue motivazioni e alle modalità di relazione in rapporto alle diverse situazioni. L’osservazione richiede obiettività di giudizio;
  • l’esame psicomotorio, nel quale si utilizzano prove e scale standardizzate per valutare la risposta del bambino facendo riferimento alla “norma”, cioè alle prestazioni della media dei bambini di una certa età.

La valutazione permette quindi di:

1 – sintetizzare con uno schema il potenziale, le tappe da raggiungere e i deficit attuali del bambino;

2 – stilare un progetto terapeutico ad hoc;

3 – ipotizzare a livello prognostico l’eventuale le eventuali possibilità di progresso e di recupero.

Al termine della valutazione viene effettuato un colloquio di restituzione con i genitori, ove vengono presentati  i risultati di quanto osservato e rilevato; in tale colloquio si presenta il progetto terapeutico prospettato per il bambino e si stipula con i genitori l’alleanza terapeutica.

– terapia neuropsicomotoria

La Terapia Neuropsicomotoria permette al bambino, utilizzando il gioco come strategia, di sviluppare e potenziare le sue capacità motorie, psichiche, cognitive e sociali. L’attività di gioco permette al bambino di affrontare le proprie angosce,di scoprire i propri desideri e le proprie fantasie, di percepire il proprio limite, sperimentando livelli di frustrazione tollerabili.

La terapia neuropsicomotoria agisce sul ripristino della capacità creativa e rappresentativa, sul piacere e sull’intenzionalità del movimento, che restituiscono al bambino l’idea di una padronanza del proprio corpo e della propria motricità.

Si tratta di una terapia globale poiché, se il corpo rappresenta la totalità della persona nella sua unità psicosomatica e se il movimento è all’origine della personalità e ne è l’espressione esteriore, allora la terapia può essere pensata solo in una dimensione di totalità e unità.

La terapia riabilitativa si basa sull’alleanza bambino-terapista: entrambi sono interamente coinvolti nella relazione terapeutica, in una comunicazione che si esprime a livello corporeo, tale relazione facilita e co-determina l’attività di gioco, la sua forma e il suo contenuto.

Il progetto di terapia, concordato con la famiglia dopo il colloquio di restituzione, prevede specifici obiettivi a breve, medio e lungo termine. Si prospettano periodici colloqui con i genitori, gli insegnanti e gli specialisti che seguono il paziente, in modo tale da creare uno sguardo condiviso sul bambino e seguire passo per passo la famiglia.

La terapia neuropsicomotoria può essere individuale o di gruppo; nella seconda, l’interazione tra i vari membri del gruppo e la coesione all’interno di esso, attraverso la mediazione del terapista, risultano fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi comuni a tutti i bambini.

 

Chi è e che cosa fa il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva

Il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva è l’operatore che svolge autonomamente o in collaborazione con altre figure dell’ambito educativo e socio-sanitario interventi di educazione, prevenzione e terapia, nel rispetto della globalità psicofisica dell’individuo.

Egli attua progetti di intervento in ambito:

  • educativo/preventivo, in cui gli interventi sono rivolti a favorire un armonico sviluppo psicomotorio
  • terapeutico, tramite interventi di terapia neuropsicomotoria rivolti a soggetti in età evolutiva che presentano ritardi, disturbi del comportamento, della comunicazione, dell’apprendimento, ecc.

Egli interviene nella relazione con metodologie psicomotorie (attività percettive, cognitive, ludico-espressive, rilassamento, comunicazione non verbale,…) con l’obiettivo di favorire, in primo luogo, il processo di integrazione fra i diversi piani espressivi e conoscitivi che stanno alla base di quel fenomeno complesso che è la costruzione dell’identità. Egli favorisce la realizzazione di un clima di fiducia nel quale il bambino si sente accolto nella sua unicità; diventa partner simbolico di gioco, mantenendo comunque sempre la posizione privilegiata di ascolto e di garante della sicurezza del bambino nella sua globalità espressiva.

 

Destinatari

 La Terapia Neuropsicomotoria è rivolta ai bambini che presentano difficoltà motorie, cognitive, affettivo-relazionali quali:

  • difficoltà relazionali (inibizione, aggressività, insicurezza);
  • disturbo d’ansia e dell’umore;
  • disturbo d’apprendimento;
  • disturbo dell’attaccamento;
  • disturbo d’attenzione/iperattività;
  • disturbo del comportamento;
  • disturbo dello schema corporeo;
  • disturbi minori del movimento (disprassia, maldestrezza, goffaggine, instabilità);
  • disturbo pervasivo dello sviluppo (Autismo, Sindrome di Rett);
  • ritardo cognitivo;
  • ritardo neuropsicomotorio;
  • quadri sindromici.

 

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